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    28.01.2011 - Il sindaco Piero Rustico con Legambiente perchè Pantano Longarini diventi presto "Riserva Naturale"
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    Sono stati ricevuti a Palazzo di Città, dal sindaco Piero Rustico, i responsabili di Legambiente di Ragusa, Claudio Conti, e di Modica, Giorgio Cavallo.
    Molti i temi affrontati nel proficuo colloquio, durante il quale si è fatto il punto sulle azioni comuni da intraprendere in futuro in relazione alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente, alla sensibilizzazione dei cittadini sulla promozione dei gruppi d’acquisto solare e sul consolidamento delle alte percentuali di raccolta differenziata già raggiunte dalla città; ampio spazio è stato riservato alla problematica relativa alla zona dei pantani Longarini, tristemente nota alle cronache per i recenti avvenimenti che ne hanno seriamente turbato l’ecosistema e la pregiata fauna.
    In questi giorni, infatti, Legambiente e Lipu hanno fatto sentire forte la loro indignazione in merito al provvedimento emanato dall’assessore Regionale alle Risorse Agricole e Alimentari Elio D’Antrassi, che di fatto ha nuovamente permesso la caccia sul territorio acquitrinoso ispicese, limitandosi a contenere il numero di soggetti autorizzati.
    Gli esiti di tale provvedimento si sono ovviamente rivelati disastrosi, riducendo del 90% il numero degli uccelli presenti nelle zone umide a confine con la provincia di Siracusa e mettendo in fuga i volatili restanti, tra cui pregiati fenicotteri, morette tabaccate, volpoche, cormorani, svassi maggiori.
    Il provvedimento formale, che dichiari ‘Riserva Naturale’ l’intera area, atteso ormai da decenni, alla luce di quanto accaduto si rende quanto mai necessario e di non più procrastinabile attuazione; la pressante richiesta che il sindaco Rustico e Legambiente intendono indirizzare all’Assessorato regionale di competenza è, inoltre, supportata dal rigido sistema vincolistico esistente, che si concretizza nella densa normativa regionale, nazionale e comunitaria posta a difesa dei pantani della Sicilia Sud-Orientale: la zona SIC/ZPS è, infatti, integrata in ‘Rete Natura 2000’, sistema coordinato e coerente di aree destinate alla conservazione della diversità biologica presente sul territorio istituito dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea, ed è pertanto garantita nella sua interezza dal verificarsi in essa di eventi che possano pregiudicare la salubrità dell’ambiente e cagionare danno alle centinaia di specie animali e vegetali che è possibile rinvenirvi.
    La direttiva ‘Habitat’ n. 92/43/CEE, finalizzata alla “conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche”, per di più, si basa implicitamente sull’applicazione del principio di precauzione, nella misura in cui essa prescrive che gli obiettivi di conservazione di ‘Rete Natura 2000’ dovrebbero prevalere sempre in caso di incertezza; fatto, questo, che rende ancor più inspiegabile la motivazione che ha portato l’Assessorato regionale a riproporre l’odioso provvedimento permissivo, a dispetto perfino del parere contrario dell'Ispra (Istituto Superiore Protezione Ambientale), che ne sottolineava l'incompatibilità.
    Dalla riunione tra il primo cittadino ispicese ed i vertici provinciali di Legambiente è emersa, quindi, la volontà di mettere in atto una serie di iniziative affinché possa concretamente avviarsi, nelle sedi opportune, l’iter burocratico per far sì che la zona interessata venga dichiarata ‘Riserva Naturale’ e tutelata in maniera definitiva.